Cristiani massacrati dalla follia di un Califfo

Dice il profeta Isaia:«Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra». (2,4)
Sono queste parole forti, parole profetiche che non trovano ancora il loro compimento, la loro realizzazione. Parole che dovrebbero metterci in discussione più tosto che lasciarci indifferenti. Ma ho la percezione che anche questa volta, se non fosse per la Chiesa che spinge sui mass media e urla ad alta voce: «mai più guerra», e che propone preghiere e sacrifici…la nostra bella italia, adagiata sugli allori dei tafferugli in parlamento e inebriata dai “gavettoni” benefici dei vip nel web, non se ne sarebbe neppure accorta.
Accorta di migliaia di vittime che vengono inumate vive nelle fosse comuni della vicina Iraq, di centinaia di uomini, donne, bambini fucilati e decapitati solo perché sono Cristiani. «Vorrei che tutti quelli che fanno commenti, quelli che vorrebbero saperne di più, vengano a guardare le facce di queste donne e di questi bambini distrutti» ha commentato il Card. Filoni, mandato dal Santo Padre in Iraq per rendersi conto di quel che accade in questa terra martoriata.
Riporto di seguito la risposta di papa Francesco ad una domanda di un giornalista che di ritorno da Seoul gli chiede: “le forze militari degli Stati Uniti da poco hanno incominciato a bombardare dei terroristi in Iraq per prevenire un genocidio, per proteggere il futuro delle minoranze – penso anche ai cattolici sotto la Sua guida. Lei approva questo bombardamento americano?” Il Papa risponde: «Grazie della domanda così chiara. In questi casi, dove c’è un’aggressione ingiusta, posso soltanto dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare, fare la guerra, ma fermarlo. I mezzi con i quali si possono fermare, dovranno essere valutati. Fermare l’aggressore ingiusto è lecito. Ma dobbiamo anche avere memoria! Quante volte, con questa scusa di fermare l’aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto una vera guerra di conquista! Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata l’idea delle Nazioni Unite: là si deve discutere, dire: “E’ un aggressore ingiusto? Sembra di sì. Come lo fermiamo?”. Soltanto questo, niente di più».
Cosa farà lo stato italiano? Come i nostri governanti s’interrogano a tale genocidio? Taceranno ancora una volta?